il calcolo del valore dell’usufrutto è facile da ottenere, ti basterà procedere in questo modo:
si calcola il valore dell’usufrutto moltiplicando il valore della piena proprietà (questo è un dato che devi conoscere) per il tasso di interesse legale (1,25%) e per il coefficiente stabilito in base all’età del proprietario; ovviamente la nuda proprietà si ottiene per differenza algebrica.
Le due tabelle sul fianco riguardano le percentuali di spesa relative all’una e all’altra.
Diritti e doveri tra usufruttuario e nudo proprietario
Soffermiamoci adesso su quelli che sono i diritti ed obblighi delle parti in causa durante l’usufrutto.
Infatti, sia l’usufruttuario che il nudo proprietario hanno diritti ed obblighi.
Per prima cosa, l’usufruttuario ha diritto di prendere possesso della cosa per gestirla e godere dei propri “frutti”, senza bisogno dell’intervento o della collaborazione del nudo proprietario.
Quando parliamo di frutti, il codice si riferisce sia ai frutti civili che naturali prodotti dal bene.
Cosa intende il codice per frutti? In concreto è quello che produce il bene.
Nel caso di frutti civili ad esempio, si intenderà il canone di locazione e quindi la possibile rendita goduta dall’usufruttuario.
Nel caso di frutti naturali, si possono intendere ad esempio il godimento dei prodotti agricoli come frutta e ortaggi, ottenuti dal terreno agricolo oggetto di usufrutto.
Ne ricaviamo così anche un altro diritto dell’usufruttuario, ovvero la possibilità di affittare il bene ad un altro soggetto durante la durata dell’usufrutto.
L’usufruttuario inoltre, nel caso in cui abbia apportato delle modifiche migliorative al bene, al termine dell’usufrutto avrà diritto ad un’indennità dal nudo proprietario in base alla qualità migliorie applicate.
Questo per evitare un ingiusto arricchimento del proprietario a spese dell’usufruttuario.
Parliamo adesso di quelli che sono gli obblighi dell’usufruttuario: infatti, se da una parte l’usufruttuario è titolare di diversi diritti, ha anche altrettanti obblighi. Vediamoli insieme.
Per prima cosa, se previsto, l’usufruttuario deve pagare il canone stabilito al proprietario.
Un altro obbligo previsto a carico dell’usufruttuario, è l’assoluto divieto di modificare la destinazione economica del bene. Ad esempio, l’usufruttuario non può compiere sul bene lavori volti a trasformare un giardino in un frutteto, e viceversa.
Altro onere a carico dell’usufruttuario sono i costi da sopportare durante la durata dell’usufrutto: infatti, tutte le tasse, imposte e canoni relativi alla custodia e l’utilizzo del bene, sono a carico del goditore.
Un discorso un po’ a parte va fatto per le spese ordinarie e straordinarie.
Il codice a riguardo spiega come le spese ordinarie siano a carico dell’usufruttuario mentre quelle straordinarie siano dovute dal nudo proprietario.
È lo stesso codice nell’art. 1005 c.c. che spiega cosa si intende per spese straordinarie.
Per spese straordinarie si intendono tutte quelle spese che hanno un costo sproporzionato rispetto al valore del guadagno usufrutto.
Sono spese straordinarie anche tutte le spese non ricorrenti, ovvero tutte quelle che non rientrano nella regolare manutenzione del bene.


